Nell’ambito del Sen (Strategia energetica nazionale) l’Italia ha voluto darsi obbiettivi da raggiungere entro il 2020 volti alla riduzione delle emissioni nocive, all’aumento della sicurezza ma sopratutto per quanto riguarda i costi dell’energia e la percentuale della stessa che acquistiamo all’estero.
Questi i punti focali dell’ultima stesura della Sen effettuata dopo mesi di consultazioni dal Ministero dello Sviluppo Economico e da quello dell’Ambiente.
L’obbiettivo è ridurre i costi dell’energia da qui al 2020 di un 25% che è il gap che ci separa dal resto d’Europa, e che si tradurrebbe sulla bolletta dell’elettricità in ben 14 miliardi di euro annui di spesa in meno; sulla mole di approvvigionamento estero si è pianificata una riduzione dall’84% al 67%.
Previsti anche investimenti privati pari a circa 170-180 miliardi e l’aumento oltre i parametri richiesti dall’Europa della produzione di energia da fonti rinnovabili, che si tradurrebero in una produzione pari al 20% del fabbisogno totale (38% per la corrente elettrica).
Si tratta di un’obbiettivo piuttosto ambizioso e che se raggiunto configurerebbe uno scenario energetico quanto mai innovativo, anche se ancora non sono state specificati con chiarezza quali saranno gli strumenti operativi per raggiungere tali scopi.

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