Non è propriamente ghiaccio ma si tratta di idrati di metano cioè composti solidi cristallini che hanno intrappolato notevoli quantità di idrocarburi, nello specifico metano e ce ne sono a bizzeffe sui fondali degli oceani. Nell’ambito quindi di questa ricchezza energetica fino ad ora mai sfruttata recentemente in Giappone si è riusciti, se pur in via ancora sperimentale, ad estrarre il gas presente in dette strutture cristalline per poi utilizzarlo a fini di fabbisogno energetico; l’obbiettivo di commercializzazione è stato fissato per il 2018.
La nota maggiormente positiva risiede in due fattori, il primo è che questi idrati contengono notevoli quantità di gas ed il secondo è che stando a recenti stime nei fondali marini a profondità abissali, perchè è solo con basse temperature e forti pressioni che si formano questi giacimenti, vi dovrebbe essere una scorta di metano pari almeno a 50 volte quella conosciuta negli attuali giacimenti.
Ci potrebbero però essere diversi fattori anche negativi se l’estrazione di questi idrati non dovesse essere effettuata nel modo più opportuno, se ne esiste uno; per esempio riguardo ai pericoli alcuni studiosi sostengono che l’estinzione di massa del periodo Permiano sia stata proprio provocata da una grande eruzione di idrati di metano dall’oceano che, a contatto con l’aria, hanno spirgionato milioni di tonnellate di gas che ricordiamo avere un effetto serra molto più forte rispetto alla co2 con relativo aumento della temperatura.