Nemmeno a farlo apposta proprio in concomitanza con una recente denuncia del sindacato dei medici sulle condizioni in cui versano le strutture ospedaliere in termini di resistenza ad eventuali terremoti, recentemente è stata pubblicata in gazzetta ufficiale l’Ordinanza 52/2013 che stanzia 192 milioni di euro messi a disposizione per interventi volti a mitigare il rischio sismico nelle costruzioni pubbliche e private.
Questi fondi, previsti per l’anno 2012 nell’ambito del “Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico” avviato dopo il terremoto dell’Aquila, saranno ripartiti tra le diverse regioni in funzione del livello di rischio e nello sepcifico serviranno per: studi di microzonazione sismica atti ad individuare eventuali effetti cosidetti di sito nell’ambito di un evento sismico, interventi di rafforzamento o demolizione e ricostruzione ove necessario per edifici finalizzati alla protezione civile ed anche privati e interventi urgenti per le situazioni di maggiore vulnerabilità sismica.
Tali interventi nell’ambito della su detta ordinanza verranno effettuati con specifici programmi attuati dalle regioni e dalle provincie autonome.