Non c’è giorno che passi senza che qualche dato dell’Istat o di altri istituti simili, ci ricordino che la crisi è tutt’altro che passata e che siamo ancora nel bel mezzo della tempesta; l’ultimo di oggi sulla disoccupazione che vede i nostri giovani con sempre più tempo libero a disposizione.
Siamo infatti in presenza di un dato che è già stato definito “agghiacciante” dal presidente Confindustria Squinzi; su base nazionale nel mese di gennaio abbiamo raggiunto quota 11,7%, anche se il dato è provvisorio, numeri questi più elevati dal 1992 ad oggi.
La situazione va peggiorando e di parecchio se guardiamo ai nostri giovani, infatti la disoccupazione su base annua a gennaio è salita al 38,7% (solo la Spagna sta peggio di noi con il 55,5%), mentre nello stesso periodo del 2012 era al 32,3% quindi un’incremento in dodici mesi del 6,4%.
Ancora con un’ottica diversa, quella della geolocalizzazione, come era facile prevedere più si scende verso il sud maggiori sono i problemi dei giovani; infatti nel mezzogiorno siamo a quota 50% (tra i 15 e i 24 anni), al centro 39% ed al nord 29,7%.