Secondo quanto trapela, e che si è comunque capito ieri sera in conferenza stampa dalle parole del leader, sembrerebbe che la decisione del Colle, che giungerà in giornata, porti alla fine ad un mandato esplorativo per Pier Luigi Bersani che dovrà però dimostrare al Presidente di avere i numeri per governare; si numeri, questa parola che durante le consultazioni il Presidente ha più volte ribadito anche alla richiesta del portavoce del M5S di dare loro un mandato pieno in quanto sono la prima forza politica in Italia.
Bersani e il suo partito sentono di avere una responsabilità verso il paese, mettersi al servizio dello stesso per risolvere i problemi con soluzioni “non qualsiasi” è l’obiettivo del partito.
Insomma oggi Napolitano scioglerà le riserve su questo incarico al governo, e se dovesse accettare la proposta di Bersani, quest’ultimo avrebbe massimo un paio di giorni per poi tornare dal Presdiente con i “numeri buoni” per andare avanti.
Se invece Napolitano dovesse decidere di non affidare nemmeno mandati a scadenza al segretario Pd allora si farebbe più concreta la possibilità, già paventata, di un governo istituzionale presideuto dal neo Presidnete del Senato Piero Grasso, per poi andare di nuovo alle elezioni probabilemnte a giugno.
Nel caso in cui Bersani dovesse riuscire in questa impresa di formare un governo di maggioranza allora, stando a quanto da lui detto, i primi punti su cui s’interverrà saranno legge anticorruzione e conflitto d’interesse.

Ore 17:58 Il presidente Napolitano concede al leader Bersani la possibilità di verificare se esiste una maggiornaza certa e riferire quanto prima sulla situazione; questo il sunto delle parole contenute nel testo letto da Donato Marra, dopo che alle 17 il presidente della Repubblica aveva ricevuto di nuovo il segretario del Pd. Secondo Napolitano Bersani si trova in condizioni più favorevoli per la formazione del nuovo governo, il presidente dice: “Si apre oggi una fase decisiva per dare all’Italia un nuovo governo sulla base dei risultati elettorali: l’incarico a Bersani costituisce il primo passo del cammino che dovrà condurci al più presto al raggiungimento dell’obiettivo”.
Bersani commenta la decisione del presidente dicendo che cercherà di corrispondere l’incarico datogli da Napolitano con l’obbiettivo di dare vita ad una legislatura che possa portare al cambiamento di cui il paese ha bisogno: “Incontrerò le forze parlamentari e politiche con idee chiare, poche parole e intenzioni precise su percorsi di riforma. Ci andrò con le mie idee“.
Intanto il Movimento 5 Stelle ribadisce il proprio no ad un’appoggio al Pd e dice per bocca del presidente dei senatori Crimi riferito a Bersani: “rinunci ai rimborsi, poi ne parliamo”.
Sono comunque in molti a vedere nell’intento del segretario un’operazione difficile, a partire da Maurizio Lupi che pronostica il fallimento del leader, mentre dalla Lega arriva un fermo no a esecutivi di minoranza.

Ore 15:55 Napolitano convoca Bersani per le 17 di oggi, intanto c’è chi, come l’amministratore delegato di Intesa San paolo, parla della necessità di dare un governo al paese che risolva i problemi economici e lo stallo in cui siamo, altrimenti potrebbe intervenire la Troika.