Secondo Confesercenti erano 20 anni che non si registrava un dato così negativo nell’ambito del commercio, infatti tra il mse di gennaio e febbraio del 2013 hanno chiuso ben 10 mila negozi/attività, ma non è tutto sembra che anche la fiducia in nuove imprese stia scemando a tal punto da comportare un crollo delle aperture di nuove attività pari al 50% su base annua.
Si tratta di circa 167 imprese che ogni giorno hanno chiuso negli ultimi due mesi, e il dato è previsto in peggioramento per fine del trimestre.
Nei primi due mesi sono state avviate 3992 attività a fronte di 13755 che hanno tirato giù la serranda, per fine primo trimestre 2013 si prevede che ci saranno circa 20 mila chiusure e 4 mila nuove aperture con un saldo negativo quanto mai preoccupante di 14 mila circa.
Se poi questo trend dovesse continuare ha consolidarsi per tutto l’anno in corso, allora ci ritroveremmo con 200 mila nuovi disoccupati in un contesto che già vede la disoccupazione in drammatico aumento.
Se vogliamo analizzare più a fondo questi dati, l’aspetto che più preoccupa non è tanto, se pur grave, che le aziende chiudono, ma quante se ne aprono di nuove; su quest’ultimo aspetto è necessario soffermarsi per riflettere su come la crisi stia togliendo anche l’iniziativa imprenditoriale in un contesto fatto di aziende che s’indebitano, quando ci riescono, per pagare le tasse, imprenditori che si suicidano, colossi esteri che scappano anche quando sono in attivo (vedi Bridgestone) e disoccupazione sopratutto giovanile i grande aumento.
Se non verranno al più presto fatte riforme sul mercato del lavoro sopratutto riguardanti il fisco, e se non si sbloccheranno i cordoni del credito e le pendenze che le Pa hanno nei confronti delle Pmi, allora questo paese è probabilmente destinato al vero declino; necessario instaurare un clima di fiducia.