Dopo che ieri sera nel tardo pomeriggio il parlamento cipriota a votato il no al prelievo forzoso al fine di ottenere gli aiuti dall’Europa unita (17 miliardi in totale è la somma che serve per il salvataggio), oggi la Banca Centrale di Cipro si è impegnata a trovare misure d’emergenza per garantire il finanziamento nel caso in cui entro domani il governo non trovi una via alternativa per risolvere la situazione.
Intanto Bruxelles fa sapere che anche nel caso di soluzioni alternative dovranno essere rispettati i parametri sulla sostenibilità del debito e sul finnaziamento precedentemente stabiliti.
La cancelliera Merkel aveva anche fatto osservare che nell’ambito del prelievo i depositi al di sotto dei 100 mila euro sarebbero stati salvagurdati ma nonostante questo il parlamento cipriota ha detto no alla misura.
Secondo Schulz è necessario rinegoziare l’accordo per garantire che ha pagare siano le persone che possiedono di più, mentre per il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert il danno che deriverebbe per gli investori delle banche a rischio insolvenza nel caso in cui non dovessero essere risanate sarebbe maggiore di quello derivante da una loro partecipazione diretta al risanamento delle stesse.