Secondo quanto detto dalla cancelliera Merkel, la pazienza dell’Unione sarebbe al limite visto che negli utlimi giorni Cipro non si è preoccupata di tenere contatti con i creditori internazionali nell’ambito della realizzazione di un piano di salvataggio per l’isola cipriota che dopo aver rifiutato il prelievo forzoso per scongiurarlo totalemente dovrebbe porre rimedio in altri modi.
Infatti si sta lavorando, ma evidentemente non con la dovuta celerità, ad un fondo di solidarietà nel quale far confluire degli asset statali e futuri guadagni derivanti dal gas, nonchè l’aiuto dei singoli cittadini e della chiesa ortodossa; tutto questo per raccimolare 5,8 miliardi di euro che insieme alla dote di 10 dell’UE serviranno per detto salvataggio.
Inoltre si è anche parlato di una “Bad bank” in cui convogliare tutti i crediti deteriorati del principale istituto cipriota la Cyprus Popular Bank, ma attualemnte tutto il pacchetto, Bad bank e fondo solidarità, sembra sia fermo in commissione finanza.
Il ministri tedesco Schaeuble non è però convinto del tutto sul piano e pensa che l’eventuale salvataggio non può essere solo a carico dell’eurozona ma dovrebbe anche coinvolgere i creditori delle banche cipriote, tra cui ovviamente c’è la Russia con una trentina di miliardi di euro di depositi.
Dall’altra parte il premier russo Medvedev, dopo il fallito tentativo del ministro delle finanze cipriota di trovare una soluzione con Anton Siluanov ministro delle finanza, fa sapere che ” “Non abbiamo chiuso la porta. Siamo pronti a discutere le diverse forme di sostegno una volta che è stato sviluppato uno schema di accordo definitivo tra l’Unione europea e Cipro”.
Martedì dovrebbero riaprire le banche di Cipro, ma intanto l’UE sta studiando misure per ridurre i prelievi bancomat e congelare i depositi, per evitare massiccie fughe di capitali.