Ore 17:35 Il ministero delle finanze cipriota fa sapere che non è contemplata un’uscita dall’euro.

Ore 12:02 Si dimette il presidente di Bank of Cyprus.

Secondo quanto dichiarato stamattina dal Ministro delle finanze cipriota Michael Sarris, durante un’intervista rilasciata alla Bbc, il prelievo per i conti correnti più ricchi dovrebbe aggirarsi sul 40%; questo è quanto anticipato dal Ministro anche se non vi sono, come lui stesso ha detto, ancora numeri certi, mentre quello che è certo è che il controllo dei flussi di capitale saranno ancora in essere per diverse settimane onde evitare fughe di capitale; poi conferma che gli istituti di credito dovrebbero riaprire giovedì prossimo.
Ricapitolando, la soluzione per salvare l’isola di Cipro, trovata dopo dodici ore di riunione, prevede che la Popular Bank of Cyprus meglio conosciuta come Laiki venga messa in liquidazione ed i suoi depositi fino a 100 mila euro, garantiti dall’Unione, verranno trasferiti nella Bank of Cyprus, mentre i restanti fondi eccedenti i conti da 100 mila di entrambe le banche verranno utilizzati per ripagare i debiuti della LAiki ed anche per ricapitalizzare l’altra banca.
Intanto dopo che ieri il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem aveva battezzato la soluzione cipriota come modello portandosi in territorio negativo quasi tutti i titoli bancari, oggi Benoit Coeure, membro dell’esecutivo Bce, lo ha ripreso definedo “sbagliato” il riferimento all’isola come modello per salvare eventuali altre banche dell’area euro in difficoltà; oggi le borse sembra stiano provando il rimbalzo, dopo che ieri a causa di Cipro, ma anche per le nubi sul debito derivanti dalle voci di un taglio al rating da parte di Moody’s, le avevano fatte chiudere tutte in negativo.