Via ai 10 miliardi di euro d’aiuto a Cipro per evitare la banca rotta dell’isola, raggiunto quindi l’accordo tra ciprioti e Bruxelles; la trattativa durata più di dieci ore si è conclusa con una soluzione che vedrà salvi i conti fino a 100 mila euro, mentre per quelli al di sopra di questa soglia vengono previste perdite nell’ambito del processo di chiusura controllato che è stato pianificato per la Laiki che sarà chiusa e i suoi asset finiranno sia in “good bank” che in una “bad bank”; per la Bank of Cyprus ci sarà un prelievo sui conti di circa il 30% come riferisce il porta voce del governo Christos Stylianides.
Quest’ultima parte non piace per n iente alla Russia, che conta molteplici depositi nella banca, e che replica in odo secco alla decisione, infatti il ministro russo Medvedev dice: “Stanno continuando i furti di quello che è già stato rubato. Dobbiamo valutare le conseguenze che questa faccenda avranno nel lungo periodo per il sistema finanziario e monetario internazionale. E questo anche nel nostro interesse”.
Invece dal lato cipriota c’è soddisfazione per una soluzione, la meno peggio, che evita di fatto il fallimento dell’isola e l’uscita dall’euro con conseguenze disastrose, dice il ministro delle Finanze cipriota Michael Sarris.
Anche in ambito europeo c’è soddisfazione in quanto si mette fine alle incertezze e ai rischi sulla zona euro; questo è stato il commento del presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.
Infine però c’è anche chi, come Moody’s, pensa che il rischio default su Cipro rimane anche nell’eventualità migliore che vedrebbe applicate le misure decise dalla Troika, scettici anche gli analisti di Fitch e quelli di Ubs.