Da un recente rapporto del Censis si evince come per far ripartire l’economia del paese uno dei nodi cruciali da sciogliere è la disoccupazione nel mezzogiorno che negli ultimi quattro anni ha rappresentato il 60% dei 500 mila posti di lavoro persi.
Secondo il segretario nazionale della Cgil, Serena Sorrentino se non riparte il sud Italia sarà difficle generare crescita e lavoro.
L’aspetto più negativo del mezzogiorno è che sono molti di più della media nazionale quei giovani, cosìdetti Neet, che non studiano ne lavorano, siamo a quota 35% tra CAmpania e Sicilia.
Per la Cisl il nuovo governo deve mettere al centro delle sue politiche questo problema, l’incidenza media dei Neet nel sud è del 31,9% contro il 22,7 del resto d’Italia, i costi per l’istruzione e la formazione sono molto più elevati che nel resto del paese (siamo al 6,7% del pil contro il 3,1 del centro e del nord), ma nonostante questo le competenze acquisite ed il tasso di abbandono scolastico sono rappresentati da dati peggiori rispetto alle altre zone geografiche.

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