Recentemente si sta respirando aria di cambiamento anche negli ambiti dei top manager che vedono rivisti i loro premi produzione o bonus o chimateli come volete; due le iniziative recenti che hanno messo in discussione le ulteriori retribuzioni, molto spesso milionarie, dei manager, la prima in ambito europeo da un’accordo UE e la seconda dal referendum recentemente svoltosi in Svizzera che ha visto quasi il 70% della popolazione essere d’accorso ai tagli sui premi.
Sembrerebbe però che già ci siano i primi escamotage studiati dalle banche per evitare questi tagli, si tratta di diverse forme per rendere meno trasparenti i bonus e di fatto continuare a versarli ai dirigenti.
In primo luogo troviamo particolari conti dove versare i premi che poi potranno essere eventualmente decurtati se non si raggiungono i risultati previsti, oppure strumenti finanziari di lungo periodo da destinare ai trader.
Secondo gli osservatori l’iniziativa europea potrebbe creare diverse problematiche a aprtire da una fuga dei manager migliori verso realtà, americane o asiatiche, meno restrittive in questo senso; un’altra soluzione ai top bonus per alcune potrebbe risiedere in un collegamento più stretto tra premio versato e risultato conseguito, ma anche qui si rischia che i dirigenti per aumentare le loro possibilità di percepire per intero il bonus potrebbero attuare comportamenti troppo rischiosi e senza tener conto delle conseguenze possibili sul lungo periodo.