Sono in molti ovviamente ad auspicare una riduzione sui costi del mutuo per acquistare casa, ed è probabile che se ci sarà tale riduzione verrà probabilmente registrata nel mese di marzo quando solitamente vengono riformulate le offerte commerciali delle banche; molti fattori, che nel resto d’Europa hanno generato tassi d’interesse già più bassi rispetto all’Italia, sembrano andare verso una direzione di miglioramento, si pensi per esempio al differenziale spread e alle difficoltà di raccolta degli istituti che negli ultimi mesi, dopo il rigore del governo Monti, sono certamente divenuti meno critici.

Ciò nonostante gli spread applicati ai finanziamenti immobiliari non hanno risentito in modo così sensibile di questi cambiamenti, anzi, secondo gli ultimi dati della Bce, in Italia siamo su una media del 4,05%; non solo, alcuni istituti hanno aumentato gli spread, o comunque il costo totale del mutuo rappresentato dal taeg, anche nel mese di febbraio se paragonati ai mesi precedenti, per esempio ripsetto a novembre 2012.

Andando a vedere questo nostro articolo scritto nel mese di novembre, potete notare come siano riportati i dati, presi dal portale Mutuisupermarket, e come questi dati siano, in alcuni casi, oggi differenti e cambiati al rialzo. Se infatti considerassimo una ipotetica richiesta di euro 160 mila da restituire in 25 anni con loan to value del 70% al tasso fisso, come nell’esempio del vecchio articolo, ecco che la differenza su alcune banche salta subito all’occhio.

All’epoca i primi tre istituti che avevano le migliori condizioni erano Webank, Cariparma e Intesa san Paolo, mentre oggi troviamo ancora Webank al primo posto e Intesa San Paolo al terzo, ma in seconda posizione c’è Bnl. Ebbene Il primo ed il terzo istituto hanno diminuito il Taeg, mentre Cariparma l’ha aumentato dal 6% al 6,10%, e così anche altri istituti.

Se andassimo a vedere sui tassi variabili qui i rialzi si fanno più copiosi, per la stessa richiesta del vecchio esempio, all’epoca i primi tre posti erano occupati da nell’ordine, Webank (taeg 3,17%), Ing Direct (3,28%) e Cariparma con Taeg del 3,51%; oggi i rispettivi Taeg sono al 3,31% per i primi due istituti, e 3,55% per il terzo.

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