Sul tema caldo del redditometro sono molte ancora le incertezze e le perplessità sopratutto dei contribuenti ma anche evidentemente delle filiali delle Entrate che poi dovranno metterlo in atto; per il momento possiamo stare ancora tranquilli in quanto questo nuovo strumento per stanare gli evasori non entrarà in vigore prima della fine delle elzioni e sicuramente dopo che sarà stato vagliato anche dal nuovo esecutivo.

Recentemente le Entrate hanno chiarito, durante una conferenza con le associazioni di settore, alcuni punti ostici riguardanti lo strumento e nello specifico sui temi dell’applicazione delle medie Istat, più volte criticate, sull’aspetto degli investimenti e risparmi.

In primo luogo le medie Istat, toglie quindi ogni dubbio l’Amministrazione, saranno utilizzate nella loro totalità solo dopo che sarà scattato l’accertamento, mentre quelle legate al costo per vivere e mangiare, ma non è molto chiaro cosa si intende per vivere, saranno utilizzate fin da subito.

Per quanto riguarda invece gli investimenti il loro importo sarà spalmato in cinque anni, quello accertato ed i quattro precedenti; dovranno comunque essere emesse almeno due circolare che contengano le direttive in merito, per dare possibilità anche agli uffici di “imparare” il funzionamneto del redditometro, sempre se funzionerà.