A poche ore dalla fine delle elezioni e con un paese praticamente ingovernabile con il Senato senza maggioranza, l’agenzia di rating Moody’s punta gli occhi sulla penisola e fa sapere in una nota che il quadro che potrebbe vedere anche una seconda tornata elettorale rischia di impedire il corretto avnzamento delle riforme avviate dal governo Monti, con ripercussioni su tutta l’area euro che potrebbe vedere riaccendersi la spia sui debiti sovrani.
Intanto però stamattina è andata bene l’asta già prevista sui Btp a dieci e cinque anni che sono stati collocati per l’intero importo di 6,5 miliardi, se pur con rendimenti in salita; già ieri però le speculazioni sono tornate a farsi sentire con una perdita su Piazza Affari di 17 miliardi.
Il differenziale spread tra i nostri titoli e quelli tedeschi da di nuovo la fortografia di quelle tensioni che sembravano ormai scongiurate, stamattina apre oltre 350 punti e poi scende di un pochino dopo l’asta di cui sopra; siamo comunque al di sopra di quella soglia psicologia dei 300 punti (adesso è 346) che fa tremare gli investitori.
Oggi le principali borse europee dopo un’apertura altalenante stanno riguadagnando terreno, il Ftse Mib sale dello 0,30% mentre il Ftse All Share dello 0,34%.
Ricordiamo infine che per Moody’s attualemnte il nostro rating è solo di due livelli più alto rispetto ai titoli considerati spazzatura.