Da una recente ricerca del Cresme (Centro Ricerche Economiche, Sociologiche e di Mercato) si evince che il Piano casa, iniziativa lanciata nel 2009 dal governo Berlusconi per rilanciare l’economia, nella regione Lazio dal suo avvio ha portato un’indotto nell’edilizia stimabile in 930 milioni di euro.
Tale indotto è derivante dalla presentazione di circa 9000 Dia (Denuncia inizio attività) e 82 permessi di costruire rilasciati dai comuni, che concorrono alla realizzazione di circa 780 mila metri quadrati di superficie, e portano un’aumento in termini occupazionali, relativo allo specifico settore ma anche a quelli direttamente correlati, di circa 19 mila unità.
Il presidente Ance Lazio, che ha partecipato alla stesura del documento, sottolinea come le modifiche apportate alla normativa sul piano casa nella regione abbiano di fatto in modo che il settore potesse riavviarsi grazie anche alle semplificazioni e alle estensioni della normativa anche alle zone agricole e con premialità volumetriche nel caso di demolizione e ricostruzione.
Secondo Petrucci, le novità introdotte dalla giunta Polverini vanno mantenute sopratutto in contesto di grossa crisi del settore edilizio.