Gli ultimi dati disponibili e relativi alla diminuzione sulle richieste di mutui per la casa parlano di dati drammatici infatti nel 2012 il settore si è contratto di circa il 50% ed anche le compravendite direttamente correlate sono scese anche se non ci sono ancora i numeri ufficiali del Territorio.

Non va meglio sul fronte del costo dei mutui, fattore che certamente concorre alla riduzione dei volumi, in quanto gli spread applicati ai prodotti sono ancora molto elevati e su una media del 4,05% secondo l’ultima rilevazione della Bce; in molti si auspicano una riduzione su queste commissioni nell’ambito delle riformulazioni delle offerte commerciali che di soclito avviene tra la fine di fenbbraio ed il mese di marzo.

Il problema che però potrebbe vanificare completamente le speranze in merito è l’altro spread, quello differenziale tra Btp e Bund a 10 anni, che purtroppo, complici vari fattori ma sopratutto gli scandali che si susseguono negli ambiti bancari e non solo, sta tornando pericolosamente sopra la soglia psicologica dei 300 punti; in questo momento è a quota 295.

Di conseguenza vengono meno le minori tensioni sui mercati interbancari che rendono maggiormente difficoltose le operazioni di raccolta degli istituti che quindi devono sopportare interessi maggiori che si ripercuotono inevitabilmente sul cliente finale.

Pertanto ci ritroviamo ancora in una situazione di completa incertezza nel futuro per quanto riguarda questo settore del credito.

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