In un contesto di totale recessione dell’economia, con il comparto dell’edilizia che negli ultimi cinque anni ha perso 550 mila posti di lavoro, le previsioni su scala nazionale per quanto riguarda la nicchia immobiliare non sono rosee secondo quanto riportato dai principali operatori.
Su Roma, secondo Acer (Associazione costruttori edili Roma e provincia), il 2013 potrebbe essere l’anno per l’inizio di una ripresa; infatti il presidente della medesima riporta come l’attuale calo del mercato sia un fattore ciclico ormai intervenuto da quasi un decennio e giunto alla sua fine.
Questo è quanto si evince da il convegno svoltosi recentemente e dal titolo “Se la casa è un diritto. Garantire l‘accesso alla prima casa alle nuove famiglie. Sostenere il mercato immobiliare. Rilanciare l’edilizia”, dal quale si capisce anche come la situazione nella capitale, che ha chiuso il 2012 con circa 26 mila compravendite effettuate, sia in linea con i numeri della media sul lungo periodo che tra il 1985 ed oggi ha fatto registrare circa 27 mila operazioni (dati Cresme).
Il vero problema, a prescindere dai contesti locali più o meno dinamici, è il credito che non viene più concesso se non in presenza di ampie garanzie sia reddituali che relative al tipo di contratto. In proposito l’Acer pensa ad un fondo di garanzia attraverso la Cassa Depositi e Prestiti per sbloccare i cordoni delle banche.

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