Che l’eccessiva pressione fiscale sugli immobili avrebbe finito per deprimere ancora di più il comparto immobiliare era una previsioni quanto mai facile da fare, ma ad un’anno dall’introduzione di quella tassa, l’Imu, che più di tutte le altre poteva concorrere a tale ulteriore contrazione, si iniziano a registrare i primi reali effetti del nuovo carico fiscale.
Emerge infatti da un recente meeting organizzato dalla Camera di Commercio in collaborazione con la Borsa Immobiliare di Napoli e le Associazioni di settore che dal 2008 ad oggi, dati Fiaip, si è registrao un calo delle compravendite del 40% ed una diminuzione dei prezzi nell’ordine del 20-25%; anche il settore delle costruzioni, di conseguenza, ha subito forti contrazioni portando una perdita del 40% nell’ultimo quinquennio e 19 mila posti di lavoro persi in tutta la Campania, di cui 7 mila solo nella città di Napoli.
E’ chiaro che la troppa pressione fiscale comporta un’atteggiamento attendista dei compratori, ma anche dei venditori che vedono il loro immobile defalcato di una bella fetta del suo valore, ed anche l’attuale stretta creditizia svolge il suo ruolo negativo. tutto questo se vogliamo può anche essere una condizione in favore delle banche che restano in possesso dei riaprmi dei cittadini fino a qualche tempo fa investiti nel mattone da sempre considerato il bene rifugio.
Le cose sono peggiorate negli ultimi sei mesi del 2012 che ha visto un crollo del 17% con relativa ripercussione sul settore costruzioni; purtroppo gli esperti dicono che anche per il 2013 il contesto non lascia presagire nulla di buono, come del resto recentemente ricordava Mario Draghi che ha parlato di un quadro finanziario più stabile ma nessun miglioramento sull’economia reale.

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