L’unico partito che veramente ha vinto le elezioni è senza dubbio quello di Beppe Grillo che, nel suo programma, prevede anche diversi interventi nell’ambito dell’edilizia e pertinenti sopratutto al risparmio energetico degli edifici che attualmente in Italia consumano una bella fetta di energia con conseguenze sia sull’ambiente che sul portafogli dei cittadini.
Il primo punto riguarda l’immediata applicazione delle normative contenute nella legge 10/91 (Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia) sulla certificazione energetica degli edifici che dovrà essere redatta con un livello massimo di consumi pari a quelli della classe C della Provincia di Bolzano, cioè ogni edificio nuovo, o da ristrutturare, per il quale verrà rilasciato il titolo abilitativo non dovrà superare detta classe energetica.
Per il partito democratico, come detto da Bersani durante un recente incontro con l’Ance, dall’edilizia si può determinare l’uscita dalla recessione, puntando tutto sulla riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio esistente senza consumare altro territorio, ed è necessario mettere mano anche sull’Imu previsto per gli immobili invenduti, in quanto si tratta di un’imposizione irrazionale.