Dopo la recente manifestazione di protesta del settore svoltasi a Milano pochi giorni fa, oggi è il presidente Ance Buzzetti a cercare di riprendere il discorso con il governo per trovare una soluzione a questo settore che come molti altri sta soffrendo tantissimo la crisi. Basti pensare, per capire l’entità del problema, che solo nell’ultimo quinquennio il comparto edilizio ha perso circa 550 mila posti di lavoro e che nel 2012 il livello di produzione si è ridotto su base annua del 14%, un risultato così marcatemente negativo che ci riporta ai livelli del 1995. Intanto negli altri paesi molti puntano proprio su questo settore, poi direttamente correlato con quello immobiliare, per dare rilancio all’economia tutta; in questo contesto il presidente Buzzetti durante un’incontro con il premier Monti ha detto, si tratta di un vero e proprio tracollo, le aziende chiudono bisogna fare subito qualcosa, e lui ha già un’idea sul da farsi. Si tratta di sbloccare quei 39 miliardi già pronti, 30 dal Cipe e circa 9 dal Patto di stabilità, che potrebbero avere una ripercussione sull’economia per 130 miliardi, e creare, anche attraverso ulteirori eventuali investimenti privati, più di 600 mila nuovi posti di lavoro. Infine conclude Buzzetti, e qui si capisce quanto gli operati dei precedenti governi abbiano funzionato male (ndr), negli ultimi cinque anni il Cipe ha più volte annunciato sblocchi di capitali per 200 milairdi da destinare ad opere, ma che poi nel concreto si sono trasformati in cantieri solo per il 10%.