Continua a scendere il cosidetto loan to value, cioè quella percentuale che rappresenta il massimo erogato possibile in funzione del valore dell’immobile da ipotecare che la banca può concedere al potenziale mutuatario.
Questo è uno degli aspetti che emergono dal rapporto di Bankitalia sulle abitazioni elaborato con la collaborazione di Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate; infatti questi dati, relativi al quarto trimestre del 2012, mettono in luce come i mutui coprano una percentuale in continua riduzione rispetto al totale dell’operazione da compiere; il dato se paragonato con il trimestre precedente già da un’idea del trend a ribasso in atto, siamo passati dal 60,6% di media al 57,8%, ma per capire quanto sia radicato questo andamento basta guardare lo stesso periodo di riferimento del 2011.
Nel 2011 infatti il loan to value medio era del 66,9%; questo aspetto è molto importante, specialmente in un contesto recessivo come quello attuale che vede i risparmi dei cittadini in continua riduzione, in quanto taglia ulteriormente la platea di soggetti in grado di acquistare casa, anche in presenza di adeguate garanzie sia reddituali che in termini di posizione lavorativa.
Se infatti è vero che due condizioni quasi imprescindibili ad oggi per l’ottenimento del mutuo sono il contratto di lavoro a tempo indeterminato ed uno stipendio che possa ampiamente garantire il pagamento dell’eventuale rata, è altresì vero che se non si dispone di un cospicuo acconto, vista la situazione di cui sopra, diviene impossibile perfezionare la’cquisto.
Così sopratutto i giovani che non hanno grossi risparmi da parte si trovano “discriminati” dal mercato del credito ipotecario.
Volendo fare un esempio pratico, la situazione è la seguente: immaginando di dover comprare una casetta a Roma diciamo di 50 metri quadrati in un quartiere perfiferico come quello di Bufalotta, la cifra di cui probabilmente dovremo disporre non sarà inferiore ai 250 mila euro se includiamo, ma non possiamo non farlo, in essa anche i costi di mediazione, sempre più diffusa, e le spese notarile; presto fatti i conti con una percentuale massima finanziabile del 60% ecco che il potenziale proprietario dovrebbe disporre di qualcosa come almeno 100 mila euro in contanti.
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