Da un recente rapporto emesso dal Cgia di Mestre sembrerebbe che la cedolare secca, la nuova imposizione fiscale per i redditi da locazione, non abbia portato quel gettito che ci si aspettava, anzi si parla di cifre molto inferiori alle previsioni.

Nel primo biennio di attività della riforma fiscale il gettito pervenuto alle casse dello Stato è risultato inferiore di 5 miliardi rispetto ai precedenti anni, non solo, sono in aumento gli affitti in nero, oggi a quota un milione circa.

Insomma questa novità, che voleva proprio combattere l’evasione fiscale sulle locazioni, sembra aver scaturito l’effetto contrario, ed aver dimostrato, secondo quanto detto anche dal segretario del Cgia Mestre, che la lotta all’evasione non si vince attraverso gli sconti ma concentrandosi su quei soggetti che le tasse non le pagano affatto, infatti in Italia sembra preferirsi la strada rischiosa del “nero” piuttosto che quella della regolarità se pur caratterizzata da forti sconti.

I dati non lasciano spazio a dubbi sul fallimento di questa iniziativa, nel 2011 a fronte di una previsione di gettito di circa 3 miliardi di euro si sono invassati dalla cedolare solo 675 milioni, mentre nel 2012 su una previsione di 3,5 miliardi l’incasso è stato di poco meno di un miliardo.