Il 2012 ha visto la sua conclusione caratterizzata da una diminuzione di circa il 50% sui mutui concessi alle famiglie, e con l’inizio dell’anno nuovo le cose non stanno andando meglio ne sotto il profilo del costo di questi finanziamenti ne tantomeno per quanto riguarda i criteri con cui le banche selezionano il potenziale cliente a cui concedere gli stessi.
Infatti, come conferma anche una recente indagine di Adiconsum, se a diminuire è il numero di contratti stipulati, a prescindere da quale sia la causa fondamentale di tale fenomeno, gli istituti continuano a stornare discreti guadagni attraverso l’applicazione di spread molto elevati che vanno da un minimo del 3% nella migliore delle ipotesi, fino a toccare punte di oltre il 5%; considerando poi il ritorno delle tensioni sui mercati derivanti dalla non governabilità del paese dovuta ai risultati delle elezioni, la situazione non potrà che peggiorare ancora.
Infatti fin dall’inizio della crisi è stata sempre indicata come principale causa del drammatico aumento dei tassi d’interesse la situazione dello spread, questa volta si tratta del famigerato differenziale Btp Bund, che da, tra le altre cose, anche la misura delle difficoltà che le banche incontrano nelle loro operazioni di raccolta denaro sui circuiti interbancari che si ripercuotono inevitabilmente sulla vendita dei prodotti al dettaglio.

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