Se ancora non fosse chiaro come la situazione del credito ipotecario in Europa e specialmente in Italia, sia, a parte i tassi in alcune nazione elevati, caratterizzata da una stretta creditizia che attualmente avrebbe sensibili motivazioni per allentarsi almeno un pò, la Banca Centrale Europea nell’ultima rilevazione in merito ci ricorda che nell’ultimo trimestre 2013 si registra un’ulteriore irrigimento dei criteri di concessione dei mutui alle famiglie.

Questo contesto di difficoltà sembrerebbe riguardare anche il credito al consumo, mentre sul fronte delle imprese, per lo meno, i criteri di concessione dei finanziamenti restano invariati, certo è una buona notizia ma si può fare di meglio.

Nello specifico in Italia lo scenario sui prodotti per la casa vede ancora commissioni molto più elevate della media europea, gli ultimi dati Bce parlano del 4,05% ma si arriva anche a punte del 5%; per quanto riguarda la massima percentuale finanziabile (Loan to Value), siamo nei dintorni del 50-60% nella migliore delle ipotesi e questo significa che all’atto pratico quella platea di soggetti che, anche in presenza di adeguate garanzie potrebbero aver accesso al denaro, alla fine debbono comunque rinunciare a causa dell’acconto ovviamente troppo oneroso.

Il concetto semplificato è che se l’immobile che si vuole acquistare costa 200 mila euro e la banca finanzia solo il 50% l’altro 50 ce lo dobbiamo mettere in contanti, e come si dice a Roma, ma chi se le persi?

Ma perchè la situazione non migliora, anzi sembra peggiorare? Una risposta che possa considerarsi completamente esaustiva e corretta non possiamo darla, come del resto non sanno darla nemmeno tutti i principali operatori del settore; quello che è certo è che probabilmente l’atteggiamento prudente ed attendista degli istituti derivi ancora dal clima d’incertezza sul futuro che evidentemente si registra nonostante in Europa chi aveva maggiori problemi di debito, inclusi noi, abbia iniziato a muoversi nella giusta direzione attraverso le riforme dell’austerità, che però ci hanno portato nella piena recessione, ma questo è un’altro discorso.

Per quanto riguarda gli eventi che in futuro potranno incidere negativamente o positivamente sull’argomento, troviamo in primo luogo le imminenti elezioni dalle quali si spera possa venir fuori un governo credibile agli occhi dei mercati, altrimenti probabilmente torneremmo a vedere lo spettro della Grecia che, anche se ultimamente se ne parla molto poco, sta vivendo un clima da rivoluzione civile; si pesi solo che alcuni hanno recentemente paragonato Atene alla Londra degli anni 50 perchè si sta iniziando a bruciare qualsiasi cosa per scaldarsi e l’inquinamento non tarda a farsi sentire.

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