Questa mattina si è svolta la prevista asta Btp a cinque e dieci anni per un totale da collocare di 6,5 miliardi, tutti regolarmente piazzati ma con rendimenti in rialzo che però, nonostante il caos politico, non hanno sfondato la soglia del 5% che avrebbe probabilemnte messo in moto gli investitori starnieri ancora alla finestra con atteggiamneto attendista.
Infatti i titoli a dieci anni si sono, fortunatamente, fermati al 4,83%, livello dell’ottobre scorso, mentre quelli a cinque anni sono saliti dal 2,94% al 3,59%.
Certo visto la condizione dello spread dopo le elezioni ci si aspettava i rendimenti in salita; il Tesoro commenta dicendo che la politica non deve rilassarsi ma anzi andranno risolti in fretta i problemi che ci sono onde evitare che gli investitori esteri inizino a vendere titoli; in merito a questo è di oggi una nota del Credit Suisse che riporta come l’Italia alla fine non sia poi messa così male e come in altri contesti, come quello Francese e Irlandese, le elezioni si sono rivelate un momento per l’acquisto e non per la vendita.