Ormai è di dominio pubblico che in Italia il mutuo costa di più, e non di poco, rispetto al resto d’Europa, a causa delle commissioni che le banche aggiungono sopra agli indici Euribor, Irs e Bce, che nel bel paese nel migliore dei casi vanno di poco al di sotto del 3%, sia che si tratti di prodotti fissi o variabili.

Ma perchè questi famigerati spread non scendono ancora? E’ lecito porsi questa domanda in funzione di quella che fin dall’inizio della crisi sul debito è stata considerata la causa principale di tali aumenti; si tratta del differenziale tra Btp e Bund di riferimento.

Si perchè all’aumentare dello stesso divengono più difficili le operazioni di raccolta del denaro dei nostri istituti sui mercati interbancari, che per la verità dovrebbero avere un tasso d’interesse uguale a quello espresso dall’Euribor che appunto è composto dalla media dei tassi a cui le banche europee si prestano denaro; ed oggi tutti sappiamo quanto è basso l’indice in questione.

Ma a parte questo, oggi lo spread sui Btp si è dimezzato rispetto al momento di massimo acuirsi della crisi, ma le commissioni sui mutui stanno tutte ancora lì; evidentemente allora si potrebbe ipotizzare che si tratta, per le banche, di un mero discorso di profitto, visto che si sono notevolmente ridotti gli erogati a causa della stretta creditizia.

In parole povere se prima le banche prestavano denaro a dieci persone ad un tasso dell’1%, oggi prestano denaro a 5 persone ad un tasso del 2%, presto fatta la magia il guadagno è lo stesso.

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