La crisi, questo subdolo “tumore” che mina dal profondo la vita dei cittadini sta mettendo a dura prova centinaia di migliaia di famiglie italiane, sotto tutti gli aspetti, non escluso, purtroppo, quello della casa.

Da un recente report elaborato dei sindacati Cgil e Sunia dal titolo “Crisi e sfratti, i numeri del disagio abitativo” emerge che nel prossimo semestre sono circa 125 mila i conduttori a rischio di sfratto, e si stima che altrettanti ve ne saranno entro i prossimi tre anni, sempre che la situazione non peggiori.

Tali sfratti sono per la maggior parte dovuti a morosità incolpevole dipesa o dai canoni di locazione divenuti insostenibili a causa della minore capacità economica delle famiglie, o per la perdita del lavoro del capo famiglia; in merito alla disoccupazione sono di ieri i dati dell’Istat che la vedono in aumento sopratutto quella giovanile.

I dati di questo rapporto sono stati emessi in funzione di un’elaborazione realizzatati con i numeri messi a disposizione dal Ministero degli interni, e dai quali si evince che nell’ultimo quinquennio dei quasi 300 mila sfratti effettuati circa 240 mila sono legati a morosità incolpevole, mentre nel prossimo triennio potrebbero essere eseguiti altri 300 mila provvedimenti.

In merito alla situazione è stata recentemente inserita nella legge di stabilità la proroga degli sfratti, ma solo per situazioni che riguardano portatori di handicap, malati terminali o persone anziane; si tratta comunque di un palliativo e non di una soluzione definitiva a questo problema che stando così le cose, e senza vere politiche di sostegno ai redditi delle famiglie nonchè alloggi a canone sostenibile, è destinato a peggiorare.

Del totale delle famiglie sotto sfratto circa il 21% appartengono alla fascia d’età fino a 35 anni. Leggi il rapporto sul sito del Sunia.

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