Non si parla d’altro in questo periodo, con la crisi che imperversa la gente a paura di questo nuovo strumento pensato già nel 2010 ma poi rivisto dal governo Monti, che dovrebbe, speriamo, servire ad individuare gli evasori quelli tosti che ci costano circa 120 milardi di sommerso all’anno.

Ma come funzionerà, quali saranno le spese di cui preoccuparsi maggiormente? Iniziamo col dire che lo strumento prevede cento voci di spesa da sottoporre all’attenzione delle Entrate, tra cui quelle inerenti l’anagrafe tributaria tra le quali le utenze pagate, le assicurazioni, i mutui, quelle relative al mantenimento di beni come la casa, la macchina, la barca ed altro ancora.

Poi si passerà anche al settore alimentazione ed abbigliamento, insomma l’insieme di tutti quei costi che sommati non devono dare uno scostamento maggiore del 20% rispetto al reddito dichiarato, altrimenti si va incontro all’accertamento; in merito a quest’ultimo punto va detto però che il limite massimo di accertamenti all’anno sarà fissato a 35 mila su un totale di dichiarazioni annue di oltre 50 milioni, è già questo dovrebbe far rientrare molte perplessità anche di coloro che sono in regola.

Molti avranno paura anche di comprarsi una casa,  in merito il redditometro funziona in questo modo: se acquistiamo un’immobile del valore di 300 mila euro, e ne abbiamo rivenduto uno da 250 mila, la cifra presa in considerazione sarà di 50 mila euro, meno eventuali disinvestimenti effettuati nei 4 anni precedenti all’acquisto; se poi una parte della somma ce l’ha regalòata un parente allora sarà cura del contribuente provare la provenienza di tali somme.

La realtà in definitiva su questo strumento sarà probabilmente che per capire come effettivamente si muoverà nell’ambito degli evasori bisognerà attendere la sua entrata in funzione, prevista subito dopo le elezioni.