Scendono le quotazioni dell’usato rispetto al 2011 ma salgono quelle del nuovo. Questo il riassunto dei dati recentemente emessi dall’Istat sull’andamneto del mercato immobiliare italiano fino al terzo trimestre del 2012; si prevede ancora crisi per l’anno nuovo, anche se si spera in un trend di ripresa verso fine anno.

Nello specifico i dati relativi al terzo trimestre del 2012 registrano sul patrimonio immobiliare usato una discesa dei prezzi rispetto allo stesso periodo del 2011 del 5,4%, mentre sul nuovo la contrazione è più contenuta e riferita solo al precedente trimestre 2012, si parla dello 0,2%; diverso il contesto delle abitazioni nuove se si guarda la base annua che segna invece un’aumento delle quotazioni dell’1,9%; infine considerando i dati senza fare distizioni tra vecchio e nuovo la diminuzione è del 3,2%.

Dati questi che evidentemente ancora non permettono una ripresa del settore che soffre a causa anche della stretta creditizia che non accenna a risolversi e che vede grosse difficoltà di accesso al credito e tassi più elevati della media europea quando si riesce nell’operazione.

Secondo Federconsumatori si tratterebbe di una contrazione dei prezzi “irrisoria” se paragonata all’aumento che dal 2001 ad oggi c’è stato in termini di anni di lavoro che ci vogliono per pagare un mutuo di una casa di circa 90 metri quadrati; siamo infatti passati da 15 anni a 18,4.

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