Come al solito l’Italia fa “bella mostra di se” in ambito europeo questa volta non recependo in tempo un’importante direttiva sull’efficienza energetica nelle costruzioni, la 2010/31/CE, per la quale era prevista la stesura di una legge nazionale entro il 9 luglio scorso; ad oggi se tale legge non sarà pronta per il 24 marzo prossimo, la vicenda passerà nelle mani della Corte di Giustizia Europea.

Ricordiamo che tale direttiva prevede che gli edifici sia nuovi che usati abbiano requisiti minimi di prestazione energetica, siano dotati della certificazione relativa e siano sottoposti ad ispezioni regolari nell’ambito degli impianti di riscaldamento e raffrescamento; inoltre per il 2020 viene prevista la costruzione di nuovi edifici ad emissioni nocive qusi zero.

Attualmente in Italia siamo ancora in attesa dei decreti attuativi della direttiva in questione inizialmente previsti da un disegno di legge Comunitaria nell’anno 2011, poi approvato nel 2012 ma ad oggi fermo in Senato; probabilmente si dovrebbe riavviare l’Iter dopo le elezioni oggi i politici sono troppo occupati in campagna elettorale per svolgere le loro mansioni.

Intanto a livello regionale alcuni si sono già attivati per recepire la su detta direttiva senza aspettare la lenta macchina delo Stato, infatti a Bolzano, in Sardegna ed in Liguria sono state già varate diverse norme in materia.