Presentati oggi i risultati di uno studio effettuato dal Censis su commissione del Covip (Commissione vigilanza sui fondi pensione), dal quale si evince che c’è malcontento sul tema pensionistico e sopratutto la rassegnazione a dover lavorare più a lungo.

Diverse le posizioni degli intervistati, da chi vorrebbe andare il pensione prima dei sessanta anni, fino a chi teme di dover lavorare almeno fino a settanta; l’84% crede che nel corso degli anni le norme che regolano la pensione cambieranno ancora, mentre solo l’8% circa ritiene che siano queste norme stabili che rimarranno tali.

Quello che, giustamente, mette più paura e una vecchiaia fatta di ristrettezze economiche derivate da livelli di pensione di poco superiori alla metà della restribuzione percepita in servizio.

Su quest’ultimo aspetto dallo studio si capisce bene come più si è giovani è più si pensa che l’ammontare della pensione sarà basso, nella fascia d’età tra i 55 e i 64 anni si ritiene che gli assegni pensionistici saranno nell’ordine del 60%, mentre la fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni pensa che si arriverà a malapena sul 53% circa.

Molti sono coloro che indicano come sistemi d’integrazione della pensione, assicurazioni, investimenti immobiliari o strumenti finanziari, ma circa il 41% dichiara di non potersi permettere la previdenza complementare.