Difficile dirlo con certezza; oggi il premier uscente Monti alla trasmissione Omnibus di La7 ha parlato della non necessità di una ulteirore manovra anche nel caso in cui il Pil vada peggio di quanto previsto per un discorso di obbiettivo di bilancio strutturale e non ciclico, poi però aggiunge, certo bisognerà vedere come andranno le elezioni, come a dire se ci sono io la manovra non si fa, altrimenti non lo so.

Subito le repliche. Il segretario Bersani dice: “un pò di umiltà” e poi continua sul fatto di essere contrario ad un’altra manovra, certo difficile travare qualcuno a favore, infine:“Mi pare di aver capito che la manovra non si fa se c’è lui: un po’ di modestia sarebbe consigliabile”.

La segraria Camusso dice che non si può sostenere che la manovra si fa a seconda di chi vince; ma noi comuni mortali ai quali forse interessa di più se si fa o no un’altra manovra cosa dobbiamo pensare?

La realtà è evidentemente che in campagna elettorale la nostra classe politica si guarderebbe bene dal dire, anche se lo sapesse con matematica certezza, che ci sarà un’altra manovra, altrimenti i voti vanno a farsi benedire; quindi cerchiamo di essere obbiettivi e valutare i possibili scenari, che vedono in primo luogo l’andamento della crisi a livello europeo e mondiale, perchè se ci succede come nel recente passato di dover sopperire a copiosi aumenti sugli interessi del debito pubblico allora probabilmente dovremo rimetterci le mani in tasca.

Poi sarà necessario, a livello nostro interno, vedere se la coalizione che uscirà dalle eleziioni sarà credibile per i mercati e se non lo sarà probabilmente si tornerà allo scenario di cui sopra.

Ci sarebbero poi almeno una’altra dozzina di aspetti di cui tener conto, ma in primo luogo, io, come cittadino stanco di tante chiacchiere, metterei quelli su detti.