Proprio così anche nel settore del credito ipotecario alle famiglie esiste il “digital divide”; si tratta per capirci di un termine che viene utilizzato quando una tecnologia, di solito legata all’informazione, è presente con diversi livelli di accesso in funzione della localizzazione geografica, proprio come succede, secondo Crif, anche nel settore mutui, dove sembrerebbero esserci diversi gradi di difficoltà d’accesso a seconda di dove ci sitrovi a fare richiesta.

La prima differenza che si nota è come sia in media sembra essere più facile ottenere il mutuo nel nord Italia puttosto che in alcune regioni del centro sud, infatti in come Valle d’Aosta, Trentino Friuli e Veneto gli istituti sembrano essere più propensi ad erogare, molto probabilmente per una differente situazione occupazionale che comporta un differente livello di garanzie di cui poter disporre.

I dati parlano chiaro ripetto al 2011 per esempio nel Veneto e in Friuli, ma anche in altre regioni del nord, le erogazioni sono aumentate del 7%, mentre in Toscana sono diminuite dell’8%; gurdando con un’ottica generale si registra comunque un drammatico calo pari a circa il 42,6%, come riportato nell’analisi di Crif.

Per il momento le minori tensioni sui mercati finanziari che hanno fatto scendere il famigerato spread Btp Bund facendolo orbitare nei dintorni di 260 punti base, anche se ieri ha chiuso a 271 circa, non sembrano ancora ripercuotersi posistivamente sugli inetressi del credito ipotecario al dettaglio che deve ancora scontare commissioni in media del 3% e comunque molto più elevate della media europea.

Bisognerà probabilmente, sempre che non ci siano brutte sorprese internazionali, vedi le dichiarazioni recenti di Barack Obama sul possibile fallimento degli USA con relative catastrofiche conseguenze, attendere ancora qualche mese prima che le banche inizino ad operare tagli ai costi; l’attesa è tutta per il mese di marzo quando solitamente gli istituti riformulano le loro offerte commerciali.

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