Recentemente la Banca d’Italia ha reso noto come negli ultimi tre mesi del 2012 si sia registrato un miglioramento nei finanziamenti alle imprese da parte delle banche, minor grado di restrizione delle offerte; nello stesso tempo però in controtendenza la nicchia dei mutui alle famiglie che invece registra un’ulterirore irrigidimento dell’offerta, evidentemente a causa delle non buone prospettive economiche in generalòe e dell’incertezza sul mercato immobiliare.

Anche su base europea la situazione sembra essere la medesima, miglioramento quindi per il credito alle imprese, ma maggiori restrizioni per quello alle famiglie; intanto il differenziale Btp Bund, che tante volte fu additato come respoonsabile della stretta creditizia e delle peggiorate condizioni sui mutui, da un pò di tempo ormai sembra andare verso una normalizzazione, comunque lontana dalle medie di soli 2 anni fa; nonostante questo però i nostri mutui sono più cari che nel resto d’Europa, le commissioni applicate agli stessi girnao su una media del 4,05%, come recentemente riportato dalla Bce, e per il 2012 si attendono dati ufficiali sul credito ipotecario per la casa, che lo dovrebbero vedere dimezzato su base annua.

C’è chi pensa che con le nuove riformulazioni delle offerte commerciali da perte degli istituti, previste di solito per marzo, si potrebbero scontare migliori condizioni in termini di spread, ma parliamo comunque del 2,70% nel migliore dei casi, certamente ben lontano dal periodo precrisi quando si potevano spuntare anche commissioni dello 0,9%.

Su quest’ultimo aspetto va detto che sarà molto difficile nel prossimo futuro, anche nel caso di un’ulteriore miglioramento della situazione economica europea, che si possa tornare a tali condizioni migliorative, in quanto le banche dovranno rientrare di tutte le perdite derivate da quei mutui a tasso variabile stipulati prima della crisi e che oggi con i bassissimi livelli dell’euribor stanno pagando interessi irrisori.

bilancia_300p250_MOL