Nel contesto del credito ipotecario europeo, che vede finanziamenti emessi nella stessa valuta e più o meno con le medesime regole, c’è un dato che però sembra voler dire che ci sono due zone euro, quella tutta italiana dove gli spread applicati ai mutui, che sono la somma del guadagno dell’istituto più i costi di raccolta e quelli di copertura rischi, sono ancora su una media del 4,05% e nel migliore dei casi al 2,90% se tasso variabile, e l’altra quella composta da nazioni come la Hermania, la Francia, ma anche la Spagna, dove il costo del mutuo è assai più basso rispetto al bel paese.

Siamo quindi andati a curiosare presso i broker spagnoli francesi e tedeschi, per riportare un esempio pratico di come veramente la differenza in denaro sia tutt’altro che esigua; considereremo un finanziamento di 100 mila euro a tasso variabile da restituire in 20 anni, che in Italia costerebbe circa 552 euro mese con un Taeg del 3,22% ed uno spread applicato del 2,85% (prodotto di Bnl Paribas).

Ma quanto costerebbe lo stesso finanziamento nelle nazioni su dette? In Spagna, che pure come noi ha problemi di debito ed un economia tutt’altro che solida, la quota mensile da versare sarebbe oggi di euro 505 circa, parliamo sempre di tasso variabile, mentre per quanto riguarda Francia e Germania, le maggiori diffirenze le troviamo sul tasso fisso.

Per lo stesso erogato in venti anni un tasso fisso in Italia costerebbe una rata di 672 euro circa, contro i 560 dei francesi e i 553 dei tedeschi; tutto questo si deve agli spread applicati solo dalle nostre banche, in quanto gli indici, euribor ed Irs, sono i medesimi.

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