Finito il 2012 facciamo il punto sul passato nel settore credito per la casa, e diamo uno sguardo alle più probabili previsioni sull’andamento dello stesso. Idati delle principali società che studiano le statistiche danno una chiara fotografia di come il settore in questione sia nell’anno appena trascorso a dir poco contratto.

Crif nell’ultimo rapporto disponibile relativo ai primi nove mesi del 2012 parla di una diminuzione, con particolare riferimento ai finanziamenti immobiliari, di quasi il 50% che sicuramente nelle prossime elaborazioni pertinenti a tutti i dodici mesi saranno destinate a peggiorare ulteriormente.

Per quanto riguarda il nuovo anno parliamoci chiaro il sentiment è negativo anche se diversi saranno i fattori di conferma o smentita che potranno nei prossimi mesi dare vita ad un cambiamento della situazione in peggio o speriamo meglio.

Primo tra tutti, in riferimento al nostro paese, sarà il nuovo esecutivo che si formerà dalle prossime elezioni di febbraio; se infatti la coalizione che uscirà fuori non sarà considerata credibile dai mercati, allora l’ormai famigerato differenziale spread, certamente non potrà normalizzarsi, ma anzi molto più probabilmente salirà ancora.

Ricordiamo che lo spread, non come qualcuno asserisce, è un numero dal quale dipendono diverse cose, prima tra tutte gli interessi che dobbiamo pagare per rifinziare il nostro debito attraverso l’emissione di titoli, che ovviamente pesano sulla pressione fiscale e su eventuali ulteriori tagli alla spesa; in secondo luogo ed in merito al settore mutui, all’aumentare del differenziale divengono più difficili le operazioni di refunding delle banche nostrane sui mercati interbancari.

Se infatti i nostri istituti trovano difficoltà per acquistare denaro (e quindi con interessi maggiori) tali avversità si ripercuotono sul cliente finale, sia sotto forma di commissioni elevate, sia in termini di accesso al credito.

Per ultimo, ma non per importanza, sarà il mercato del lavoro; oggi molto preoccupa la disoccupazione specialmente quella giovanile che è in aumento, di cui anche il presidente Napolitano ha parlato nel discorso di fine anno; chiaramente un miglioramento nel mercato del lavoro non potrà che giovare alle difficoltà di accesso al credito registrate neghli ultimi tempi, mentre di contro un’ulteriore peggioramento avrà inevitabili ripercussioni negative sul creditizio.

Entro un paio di mesi, a parte i discorsi economico finanziari che incidono pesantemente sull’offerta delle banche, avremo un dato che potrà far capire quali sono le intenzioni delle stesse; infatti come succede ogni anno nuovo gli istituti di credito formeranno le loro proposte commerciali, attraverso le quali sarà facile comprendere il livello di fiducia nel breve medio periodo.

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