L’attuale situazione del credito ipotecario vede la nicchia dei mutui per la prima casa in deciso calo secondo gli ultimi dati dei principali operatori (Crif Istat Assofin eccetera), e di conseguenza anche il mercato immobiliare risente della situazione contraendosi e facendo registrare un calo di compravendite residenziali che per l’anno 2012 è già stato stimato nell’ordine del 20% circa.

Ciò nonostante, pur se quasi dimezzata, esiste ancora una discreta platea di soggetti interessati al mutuo, e di questi molti hanno le caratteristiche che oggi gli istituti ritengono indispensabili per concedere il finanziamento; di tali soggetti molti si orientano verso il tasso variabile, ma in tutta verità, e per come vanno le cose nel contesto economico internazionale, sarebbe meglio spendere qualcosina in più lasciandosi però uno spiraglio per sfuggire ad eventuali repentini cambi di direzione dei mercati.

Tutto questo è possibile con il mutuo con tetto massimo o capped rate, si tratta di un prodotto a tasso variabile, il più delle volte regolato in base euribor a tre mesi, che prevede appunto un massimo livello di tasso d’interesse raggiungibile oltre il quale, anche all’aumentare dell’indice di riferimento, non potrà comunque salire; si unisce così il maggiore risparmio dettato dai bassissimi livelli Euribor, con la sicurezza di un massimo costo raggiungibile in termini d’interessi.

Ne è un esempio pratico il prodotto di IWBank, banca ultimamente poco pubblicizzata ma con condizioni economiche delle migliori, che per un’ipotetico erogato di 140 mila euro da restituire in 20 anni comporterebbe oggi un Taeg del 3,70% ed una rata iniziale di 820 euro circa; il tasso massimo applicabile da contratto è del 6,10%, lo spread applicato in aggiunta all’euribor è del 3,40%, e non ci sono spese correlate d’istruttoria e quant’altro.

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