Sena dubbio le minori tensioni sui mercati, i criteri recentemente ridotti di Basile 3 ed il vecchio scudo anti spread messo in atto da Draghi, hanno portato migliori condizioni di credito nell’area euro, ma per l’Italia tutto questo non sembra aver ancora sortito gli effetti desiderati.

Infatti come recentemente riportato dagli ultimi dati disponibili, nel bel paese i tassi d’interesse medi applicati ai finanziamenti per acquistare casa sono in media più elevati che nel resto d’Europa anche in relazione a nazioni come la Spagna che di più rispetto alle altre stanno soffrendo la crisi; il miglior prodotto a tasso variabile per un’erogato di 100 mila euro da restituire in 20 anni in Italia è al 2,85%, mentre in Spagna siamo sull’1,95%, una bella differenza che in soldoni si traduce in una differenza sulla rata mensile di più di 50 euro.

Attualmente secondo la Banca Centrale Europea, in Italia la media degli spread applicati come commissioni sui mutui rimane intorno al 4%, anche se è possibile trovare prodotti sul 3%, sopratutto se variabili.

L’unica nota positiva che sembrerebbe registrarsi in questo frangenete risiede nella possibilità che le banche, nella prossima riformulazione delle loro offerte commerciali verso la fine di febbraio inizio marzo, potrebbero tagliare le commissioni nell’ordine di 10-20 punti base, ma comunque anche in questo caso saremmo molto lontani dai nostri vicini europei.

Molti poi saranno gli elementi che potranno concorrere in modo positivo o negativo, primo tra tutti sicuramente troviamo le imminenti elezioni politiche.

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