Il settore immobiliare si conferma anche negli Stati Uniti un volano per l’economia proprio come nel nostro paese, sarà infatti questo comparto che nel 2013 darà vita ad una ripresa dell’economia americana che ancora zoppica.

Si parla di previsioni che danno un’aumento delle compravendite di circa il 7% che su un totale effettuato nel 2012 di circa 5 milioni di operazioni comporteranno un notevole indotto aggiuntivo; anche le quotazioni si prevedono in crescita di circa il 3,5% dopo che già l’anno scorso erano cresciute del 4,5%.

Nell’ambito di questa situazione anche l’edilizia sta ripartendo in funzione di dette rosee previsioni, si stima infatti un’aumento di cantieri di nuove costruzioni nell’ordine del 24% che secondo Goldman Sachs porterà ad circa un milione di nuove abitazioni finite entro fine anno.

Intanto dall’altra parte del mondo, e nello specifico in Italia, il mercato immobiliare è ancora depresso da tre punti fondamentali, il primo sicuramente va ricercato nella tremenda stretta creditizia che da più di un’anno, e nonostante le minori tensioni sui mercati, si registra, e che ha portato ad una diminuzione delle erogazioni nel 2102 di ben il 42%; in secondo luogo troviamo la minore capacità economica delle famiglie nostrane e alla fine, ma non meno importante, l’aumentata pressione fiscale sugli immobili, che tra Imu, Ivie, Tares e diminuite deduzioni sulle locazioni, non sembrano più essere investimenti interessanti.

Per il 2013 non sono attese inversioni drastiche di tendenza anche se la situazione economico finanziaria europea, che secondo Mario Draghi sta andando nella giusta direzione, lascia ben sperare per un futuro migliore.

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