Tra breve avremo a disposizione i dati ufficiali dall’Agenzia del Territorio riguardanti l’andamento del comparto immobiliare nell’anno che si è da poco concluso, ma intanto c’è già chi anticipa tale rapporto, si tratta di Confedilizia, che stima per il 2012 una riduzione delle compravemndite di circa il 46,3% considerando sia il residenziale che altre destinazioni d’uso, ed in riferimento all’anno 2007.

Se in fatti nel 2007 le transazioni erano state 1.055.500 circa ad oggi, anche se non si conoscono ancora i dati ufficiali sull’ultimo semestre 2012, dovremmo essere scesi a cirrca 566 mila, con uno scostamento che di fatto dimezza il volume dell’immobiliare italiano in cinque anni.

Il 2012 certamente è stato un’anno difficile, (ndr) e probabilmente il 2013 lo sarà di più ma molto dipenderà anche dalla nuova coalizione politica e dalle scelte che verranno fatte; per Confedilizia l’ulteriore forte riduzione dell’interesse per l’immobiliare si registrerà probabilmente con i dati ufficiali del Territorio, ed a causa di tre principali fattori: l’Imu che ha aumentato la pressioni fiscale sugli immobili, anche detenuti all’estero, la Tares che è la nuova imposta sui rifiuti e servizi indivisibili, ed anche la diminuzione delle detrazioni sull’Irpef per i redditi da locazione, passate dal 15% al 5%.

Tutto questo per Confedilizia avrà portato nel 2012 ad una riduzione sulle compravendite rispetto al 2011 di circa il 30% che equivale a ben 250 mila unità trasferite in meno, con tutto quello che ne consuegue anche per quelle altre nicchie direttamente correlate all’immobiliare, come creditizio, mediazioni ed edilizia.

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