Nell’ambito dell’iniziativa conosciuta come Piano nazionale edilizia abitativa, che prevede anche la costituzione di un sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari per l’acquisizione e la realizzazione d’immobili residenziali da destinarsi anche a locazione, è stato recentemente chiesto di allentare i vincoli per la partecipazione pubblica alla realizzazione acquisizione degli alloggi.

Ad oggi la massima percentuale di partecipazione consentita al Fondo investimenti per l’abitare è del 40% del loro valore, soglia che potrebbe essere aumentata come si evince da una bozza di decreto presidente consiglio dei ministri con il quale viene chiesto di allargare questo limite.

Infatti con la crisi che morde feroce, è diventuto sempre più difficile trovare la restante parte di fondi privatamente, coì sarebbe auspicabile un maggiore intervento con risorse pubbliche.

Ricordiamo infine che il 90% delle risorse disponibili per il Fia devono essere destinate all’abitare sociale come previsto dal Dpcm del 16 luglio 2009, che prevede anche l’individuazione di una società per la gestione del fondo; la gara fu all’epoca vinta dalla Cassa Depositi e Prestiti che gestisce un massimo di 150 milioni di euro.

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