Molte nazioni dell’area euro sono ormai tornate indietro anche di venti anni in termini di indotto da settore immobiliare, la Spagna, dove però sembra esserci in qualche modo un’interesse da parte d’investitori esteri, la Grecia, a anche l’Italia, soffrono molto il momento di congiuntura, derivato nelle singole situazioni da aspetti che possono certamente definirsi diversi tra loro, ma alla fine la sostanza non cambia.

Si sente spesso parlare di bolle immobiliari che ricordiamo essere caratterizzate da repentini aumenti delle quotazioni degli immobili, fino ad arrivare allo scoppio dettato dall’eccessiva differenza creatasi tra prezzi e reddito disponibile, da qui una drammatica riduzione delle compravendite.

Attualemente, secondo uno studio effettuato da Scenari Immobiliari, istituto indipendente che analizza l’economia ed il settore del real estate in Italia ed Europa, l’eventuale scoppio della bolla inizia ad essere sentito anche in quei paesi, Germania, Svizzera, Norvegia ed altri, che da sempre vengono considerati in possesso di economie molto solide e quindi apparentemente a prova di “bomba”.

In particolar modo anche in Germania c’è chi non da per così remota la possibilità di uno scoppio immobiliare, anche se le quotazioni sono in aumento da circa due anni e non è così diffusa l’abitudine di acquistare immobili; se infatti in Italia siamo proprietari per circa l’80% i tedeschi lo sono solo per 18%.

Quello che sembra maggiormente preoccupare è un’eventuale eccessivo rialzo dei canoni di locazione, dovuto all’ottimo momento del settore, che nonostante la crisi quasi globale, sta andando a gonfie vele; ci si preoccupa di più degli affitti proprio perchè è questa l’abitudine più consolidata in Germania, ma il governo tedesco si è già messo al riparo varando una legge che impedisce aumenti dei canoni superiori al 15% per i prossimi tre anni.

Intanto in Svizzera e Norvegia, la situazione inizia a preoccupare per l’eccessivo aumento dei prezzi dovuto alla presenza di liquidità a buon mercato, ma anche qui si sta provvedendo con normative specifiche che limitino l’accesso al credito “troppo facile” e sopratutto a chi non può disporre di adeguate garanzie.

In Italia invece che cosa succede? Un rischio bolla speculativa certamente non lo corriamo visto che già, anche se in modo ancora non così consolidato, i prezzi sono scesi (guarda dati Istat), e ci si aspettano ulteriori ribassi per il 2013.

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