In un contesto nazionale che vede il settore immobiliare in grossa crisi con tutto quello che ne consegue per coloro che vorrebbero acquistare o vendere ed anche per gli operatori del settore, si sviluppano e prendono piede diverse forme di transazione alternative alla classica compravendita orami divenuta molto difficile sopratutto in considerazione del limitato accesso al credito.

Una tra tutte è la formula dell’affitto con riscatto che permette all’acquirente di pagare un canone di locazione che poi gli verrà scontato dopo tot anni dal totale prezzo d’acquisto pattuito con il venditore.

Può essere una soluzione quando non si riesce ad accedere al muuto e che può soddisfare le esigenze di entrambe le parti, anche se ci possono essere diversi ostacoli alla buona riuscita dell’operazione.

Prima di utto non è ovviamente così facile trovare un venditore, che come tale ha evidentemente necessità di percepire l’intera somma in un lasso di tempo ragionevole, che sia disposto a vedersi pagata la casa che lui ha pagato per intero e subito, in comode rate.

In secondo luogo l’acquirente, non essendo previsto in questo tipo di operazione l’intervento del notaio, potrebbe non essere certo che l’immobile in questione sia regolare sotto il punto di vista urbanistico edilizio, nonchè ipotecario; si dovrà quindi premunire da solo in questo senso affidandosi di sua iniziativa al professionista.

In terza posizione troviamo un discorso prettamente economico e che va a preoccupare sopratutto l’acquirente che, in una fase del mercato che probabilmente vedrà nei prossimi anni una riduzione delle quotazioni, si troverebbe negli anno a dover pagare un prezzo che potrebbe non più rispecchiare la realtà; d’altra parte però non è che cambi molto con il muuto se si considerano gli interessi pagati e la probabile diminuzione negli anni.

Infine c’è il discorso riguardante un’eventuale fallimento del venditore, se soggetto fallibile; infatti non ci sono garanzia per l’acquirente di rientrare in possesso delle somme versate ne tanto meno di poter scontare le stesse da un’eventuale acquisto se s’intendesse comunque esercitare il riscatto.

Insomma in conclusione questa forma di “compravendita” è si un’alternativa ma non poi così conveniente se si valuta il rapporto rischio beneficio.

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