Oggi accendere un mutuo non è cosa per tutti viste le grosse difficoltà del settore bancario, che si ripercuotono inevitabilmente e sempre sul cliente finale che, quando riesce ad ottenere il finanziamento, ha certamente elargito garanzie più che cospiscue, non ha richiesto una somma maggiore del 60% del valore, e sicuramente ha un reddito mensile netto di tutto rispetto, praticamente quasi nessuno nella sempre più povera Italia.

Ma se puta caso doveste in qualche modo, o per forutna o grazie ancora ad un’auspicabile miglioramento delle condizioni settoriali, riuscire nel vostro intento, state attenti alla scelta che farete perchè, può sembrare esagerato ma invece è proprio così che vanno le cose, tale scelta potrebbe condizionare negativamente la vostra vita.

Questo è un discorso che va fatto a priori, visto che recentemente gli istituti stanno spingendo il pedale sui prodotti variabili, che si oggi, per lo meno nell’immediato, sono vantaggiosi rispetto al fisso, ma la regola d’oro in questo caso, cioè se si vuole decidere di accostarsi al tasso indicizzato, è tenere conto prima di tutto del proprio profilo psicologico.

Non c’è nulla di più importante della tranquillità, non è mai pensabile impegnarsi con un contratto variabile, che mediamnete in Italia non dura meno di 20 anni, se non siete propensi al rischi che questo tipo di prodotto porta con se; lasciate stare previsioni, trend di mercato e sopratutto non fatevi abbindolare dall’iniziale risparmio che effettivamente esiste a vantaggio del variabile.

In definitiva, è visto che i pignoramenti sono in netto aumento, sembra sempre più necessario mettersi preventivamente al riparo da rincari delle rate che possono renderle insostenibili per il debitore, va da se quindi che l’unica vera soluzione per dormire sonni tranquilli è il buon vecchio tasso fisso.

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