Dalle ultime rilevazioni di Banca d’Italia relative al mese di ottobre 2012 i tassi d’interesse sui prestiti per l’acquisto di abitazioni sembrano in media essere scesi dal 4,10% del precedente mese, al 4,06% del periodo in oggetto, segnando così un livello mai raggiunto da un’anno a questa parte.

Certo quello che spaventa, o dovrebbe spaventare chi in questo periodo sta optando per il tasso variabile e sono la maggior parte, non è tanto il tasso finito del mutuo che effettivamente non è così alto, ma la sua composizione, vediamo perchè.

Se infatti è vero che i principali indici di riferimento a cui sono agganciati questi prodotti ipotecari, segnano minimi storici, altrettanto, ma nella direzione opposta, stanno facendo gli spread applicati in aggiunta agli stessi come agio della banca.

Oggi la media sulle commissioni si attesta nei dintorni del 3%, e comunque nella migliore delle ipotesi non si va sotto il 2,70%; si pensi che solo 18 mesi fa si potevano trovare offerte con spread al di sotto dell’1%.

Quindi il problema per chi ha stipulato un contratto variabile con tali spread, sarà a lungo andare, che gli stessi rimarranno invariati per tutta la durata del rimborso, mentre, inevitabilmente, gli indici, ed in particolar modo l’euribor, in tempi relativamente brevi torneranno a salire portando con loro onerosi rincari sulla rata forse non sostenibili per tutti quei debitori che avevano fatto la sclta indicizzatat solo per il risparmio immediato.

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