Il nostro buon vecchio famigerato differenziale spread tra Btp e Bund scende finalmente sotto la soglia psicologica dei 300 punti, non lontano da quei 287 punti posti dal premier come obbiettivo circa die settimane fa; bene anche le principali borse europee tutte in territorio positivo.

Forse è presto per cantare vittoria ma sembrerebbe che questa volta non si tratti di un discorso tecnico ma che invece si stia consolidando un trend di inversione probabilmente aiutato da quattro fondamentali fattori, il primo quello riguardante un plausibile accordo in Usa sul fiscal cliff ed il secondo per la situazione sui debiti dell’euro zona, primo tra tutti il greco che ha ricevuto recentemente una promozione sul rating da parte di standard e poor’s tornando a “B-“.

Vengono poi i dati positivi sulle imprese tedesche, segno che forse il diradamento delle nuvole sui mercati inizia ad avere rispercussioni positive anche in termini di economia reale, ed ultimo anche un discorso prettamnente tecnico legato alla minore liquidità presente sui mercati dato che in questo periodo prefestivo di fine anno, molti market maker hanno già chiuso i loro book.

Siamo comunque ancora molto lontani dai livelli dello spread di soli 2 anni fa, nel 2010 infatti la media era di 113 punti, e se ricordiamo che 100 punti sono circa due miliardi d’interessi sul debito in più, possiamo capire che fregarsene dello spread è una panzana colossale.