Vediamo oggi di fare il punto sul contesto del credito alle famiglie per acquistare casa, e su quante di queste risentono gravemente del momento di crisi; daremo poi anche uno sguardo alle commissioni sui prestiti che tardano a tornare su livelli più vicini al periodo pre recessione.

Aumento dei pignoramenti

I più recenti dati elaborati da Adusbef e Federconsumatori, danno la chiara fotografia della fase che l’Italia sta vivendo; già al 30 di settembre scorso si sono registrati circa 48 mila nuovi pignoramenti derivanti dal non pagamento delle rate sui mutui, 8500 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno 2011. Non solo se si guarda più indietro ci si accorge che questo trend al rialzo di esecuzioni immobiliari ha fatto registrare dal 2008 ad oggi, circa il 75% in più di procedure.

Diminuzione delle richieste

Se da un lato aumentano i soggetti che non riescono a onorare il debito contratto, dall’altro il mercato di riferimento si sta drammaticamente contraendo, gli ultimi dati Crif Assofin e Prometeia narrano di una situazione che vede una riduzione di circa la metà dei volumi di richieste, -50% circa nei primi nove mesi del 2012, dati questi relativi al comparto residenziale. Si riduce anche l’accesso al credito per il consumo, ed anche gli stessi consumi in generale stanno diminuendo fortemente anche in quei settore che, sopratutto sotto le feste natalizie, danno il meglio di loro; si tratta del settore dei giocattoli, come diceva ieri sera a Ballarò Francesco Pugliese direttore generale Conad, che ha registrato in questi giorni un calo del -20%.

La politica del credito

Intanto in questo contesto a dir poco recessivo, gli istiuti continuano ad applicare altissime commissioni sui prestiti immobiliari, si parla ancora di spread su una media superiore al 3%, si pensi solamente che nemmeno 18 mesi fa nella peggiore delle ipotesi si poteva arrivare all’1,30%. Anche i sistemi di selezione della clientela rimangono su livelli di guardia, aumenta la proporzione rata possibile reddito disponibile, diminuiscono i loan to value, e sono richieste garanzie sempre più ingenti. I finianziamenti li prende solo chi già i soldi ce l’ha, e chiede quindi un massimo del 50-55% d’intervento.

Incidenza dei mercati sul credito

Gli investitori che dovrebbero rifinanziare il nostro debito ci guardano ancora piuttosto perplessi, sopratutto attualmente ed in funzione del fermento politico che vedrà a breve nuove elezioni dalle quali verrà fuori una coalizione che speriamo possa essere vista come credibile, altrimenti lo spread, questa volta si parla di quello tra Btp e Bund, certamente non potrà scendere. Per chi crede che tale differenziale sia solo un’entità virtuale, si pensi che 100 punti in più di “febbre” sono circa due miliardi in più d’interessi che dobbiamo pagare sul debito, e che ovviamente sono un qualcosa di molto reale e vanno a ripercuotersi sulla vita di tutti i giorni attraverso per esempio aumenti sui beni di consumo, maggiore pressione fiscale e tagli ai servizi.

Le soluzioni

Parlare di ricette definitive in un contesto generale d’incertezza è un discorso quanto mai accademico, certo è che dobbiamo cercare di rimanere nei canoni di austerità richiesti dall’euro e nello stesso tempo rimediare alla recessione; le soluzioni si possono ricercare un pò dappertutto, patrimoniale ai ricchi quelli veri, lotta reale all’evasione fiscale e diminuzione della pressione per quegli onesti, e ce ne stanno, che le tasse le hanno sempre pagate, lotta alla corruzione che ci costa ogni anno circa 150 milardi, eliminazione degli sprechi dello stato, regioni, provincie comuni e altro ancora.

Le previsioni

Per il momento nulla di buono all’orizzonte, la recessione c’è e si sente, continuerà almeno per tutto il 2013, ma molto dipenderà dal nuovo governo che arriverà a breve e da come lo stesso verrà interpretato dai mercati, che anche se sembrano un qualcosa di misterioso e virtuale contano e pure tanto. Fondamentale anche il contesto internazionale e le politiche di risanamento dei debiti di quelle nazioni, Grecia in primis, che hanno in questo senso notevoli problemi.

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