Il settore del credito ipotecario soffre la congiuntura economica un pò come tutto il sistema Italia, e il trend negativo avviatosi con l’inizio della crisi a settembre del 2011 non sembra affatto voler mollare la presa.

In un recente rapporto di Mutuionline.it possiamo notare come, a parte il dimezzamento dei mutui erogati causato sia dalla stretta creditizia che dalle difficoltà delle famiglie, sia cambiato completamente il panorama, rispetto magari a soli 18 mesi fa, che caratterizza il comparto.

Scendono i finanziamenti per finalità di sostituzione e surroga, anzi sarebbe meglio dire che scompaiono visto che non può esserci nessuna convenienza nel rinegoziare un vecchio mutuo ai tassi attuali; attualmente la finalità più richiesta è ovviamente l’acquisto della prima casa.

Stanno diminuendo anche gli importi richiesti, mentre si allungano i piani d’ammortamento, segno evidente di come le famiglie, a causa di un continuo impoverimento e di una diminuita capacità di risparmio, se riescono ad ottenere il finanziamento si orientano verso una politica di riduzione della rata.

Infine un’altro elemento che ci sembra essenziale per costruire questo contesto di ribasso generale, è senza dubbio il loan to value concesso; si tratta infatti della percentuale massima finanziata dalla banca in funzione del valore commerciale dell’immobile (attualmente su una media inferiore al 70%).

Questo in soldoni significa che, se per esempio vogliamo acquistare un’immobile del valore di 200 mila euro avremo necessità di un sostanzioso acconto, 70 mila circa, che ovviamente non può essere nella disponibilità di tutti e figuriamoci poi se parliamo di giovani coppie precarie, nella realtà dei fatti quasi scomparse dalla platea dei richiedenti.

Intanto anche i dati sulla moratoria, che ricordiamo essere quell’iniziativa che permette alle famiglie in difficoltà di sospendere il pagamento della rata, danno una chiara fotografia della sofferenza che caratterizza il momento, sono infatti circa 77 mila le sospensioni accordate per un controvalore di oltre 9 miliardi di euro (dati fino al 30 ottobre scorso).

Infine anche sul fronte dei pignoramenti, altro fattore che evidenzia le difficoltà italiane, la situazione è tutt’altro che positiva, gli ultimi dati disponibili (fino a fine settembre) danno un aumento delle procedure, su base annua, di circa 8 mila unità su un quadro generale che vede 46 mila esecuzioni solo nel 2012.

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