Secondo un recente report dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili), elaborato in base ai dati forniti da Banca D’Italia e riguardante il primo semestre del 2012, i finanziamenti per l’acquisto della casa sono diminuiti di quasi il 50%, 47,9% per l’esatezza; non è solo il numero di prestiti concessi a scendere, ma anche la mole di denaro erogato che nel mese di giugno 2012 segnava circa 15 miliardi di euro, contro quasi il doppio del relativo precedente periodo del 2011.

La situazione congiunturale sta mettendo a dura prova il comparto, e se da una parte i mutui scendono drasticamente, vuoi per la stretta creditizia o per la mancanza di fiducia nel futuro, dall’altra esiste un fabbisogno abitativo che ogni anno non viene soddisfatto pinamente ed ammonta a corca 596 mila unità necessarie, sempre secondo Ance.

Questo contesto è ovviamente figlio di un trend che va vanti da anni, non è infatti il 2012 ad essere il primo periodo di depressione del credito e del risparmio/reddito, le cause giungono da lontano, basti pensare che a parte il 2010, che aveva visto una leggerissima ripresa, è già dal 2007 che si registra una contrazione.

Tutto il quadro recessivo sui mutui e dell’immobiliare va ricercato in tre fattori fondamentali, il primo caratterizzato dalle famiglie, che vista la diminuzione della capacità di risparmio, il salasso fiscale e l’incertezza sul mercato del lavoro, preferiscono evidentemente rimandare un’impegno importante come quello della compravendita ed il relativo debito; in secondo luogo troviamo le banche che di riflesso alla crisi finanziaria devono fare i conti con l’aumento del costo della liquidità, e dall’altra con un apotenziale clientela svogliata e poco affidabile sempre a causa delle motivazioni dette pocanzi.

Si tratta di un cane che si morde la coda ed ancora non s’intravede nemmeno un piccolo spiraglio di luce. Anche per quanto riguarda l’edilizia, commenta il presidente Ance Buzzetti, le imprese hanno un duplice problema perchè se è vero che le famiglie non ricevono il muuto per acquistare le case che i costruttori edificano, è anche vero che gli stessi costruttori hanno problemi nell’ottenere denaro dalle banche; ne è un’evidente prova il fatto che per esempio a Roma una notizia recente narra di concessioni edilizie pèronte che nessuno ritira, sono più di 400, leggi tutto.

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